|
|
|
Martedì, 31 Gen 2012
|
|
|
Come stavamo dicendo nelle prime righe, è dalla “panchina” che deve partire il primo imput verso un atteggiamento vincente e determinato alla conquista del risultato. Allenatore, assistenti, dirigente, accompagnatore, massaggiatore....ecc ecc, sono determinanti col loro atteggiamento sulla condizione mentale dei giocatori. Leggi tutto |
|
|
|
Lunedì, 23 Gen 2012
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 16 Gen 2012
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 09 Gen 2012
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 02 Gen 2012
|
|
|
|
| Come accedere alle proprie risorse velocemente con lo Sport Coaching: gli Ancoraggi (continua) |
| Lunedì 31 Maggio 2010 |
|
I concetti affrontati, nel precedente articolo, che riguardano la parte applicativa del lavoro di un Personal Coach, hanno un risvolto importante nel raggiungimento dei risultati di un atleta. Facciamo un esempio di un’ancora auditiva e che avete certamente provato eseguendo il test dell’articolo precedente, comprendendo come una musica possa richiamare uno stato d’animo potente. L’avete fatto vero ??? Andiamo a vedere come utilizzarlo.
Il tutto è stato possibile utilizzando un registratore audio impermeabile che ha raccolto il sonoro prodotto dalle bracciate e dallo scorrere del corpo nell’acqua. Grazie ad un software audio è stata aumentata, di pochissimo, la velocità del sonoro ed è stato utilizzato, unitamente a visualizzazioni della nuotata, come lavoro di Mental Training. Oltre a questo l’audio è stato utilizzato anche in allenamento sfruttando un lettore mp3 impermeabile che consentisse all’atleta di riascoltare il sonoro mentre nuotava ed adeguarsi al ritmo. Il risultato è stato a dir poco sbalorditivo!!!! Naturalmente e senza particolari difficoltà l’atleta si è adeguato al ritmo da seguire allenandosi a ritmi elevatissimi e molto vicini alla massima prestazione con inevitabile ripercussione sull’incremento di prestazioni nel periodo successivo. Il suo standard si era elevato!!!
Nel percorso di Coaching abbiamo affrontato vari argomenti e l’uso degli ancoraggi è stato veramente intenso ed importante. Per prima cosa abbiamo identificato lo State finale ottimale per colpire il maggior numero di piattelli e analizzato la sequenza che veniva ripetuta sistematicamente in pedana. All’interno di questo processo, gli ancoraggi svolgevano una parte fondamentale consentendo a Giovanna di entrare velocemente nello State funzionale al momento.
La possibilità di accedere velocemente al relax e all’attivazione fisica ha rappresentato uno strumento fondamentale per Giò per trovarsi nella migliore condizione in pedana.
Con lui abbiamo svolto un’attività intensa per migliorare l’attivazione e la concentrazione in una fase specifica del gioco: la trasformazione dei calci di punizione e delle mete. In quel momento Barry aveva la necessità di restringere il campo attentivo e trovare una sensazione di relax unita a scioltezza muscolare. Anche in questo caso ci siamo affidati ad un sistema di ancoraggi che fosse funzionale al raggiungimento dello state ideale. Una delle ancore utilizzate (cinestesica) era un particolare espirazione che Barry eseguiva in un punto specifico della sua fase di preparazione al calcio e che gli consentiva di accedere al sensazione di relax e scioltezza necessarie. Attraverso l’uso consapevole di questa neuro associazione Barry ha migliorato sensibilmente l’approccio al gesto tecnico, migliorando sensibilmente le percentuali realizzative (+ 25%). Abbiamo parlato di ancore potenzianti consapevoli e non, ma adesso faccio un pochino di lettura del pensiero immaginandomi una domanda che sorgerà spontanea nelle vostre menti… ma se l’ancora è casuale e soprattutto depotenziante come faccio a... ??? Continuate a leggere il nostro Blog e riceverete una risposta anche a questo!!! A presto.
Commenti (3)
|
I più letti
|
|
|
Lunedì, 10 Mag 2010
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 07 Giu 2010
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 12 Apr 2010
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 28 Giu 2010
|
|
|
|
|
|
|
Martedì, 31 Ago 2010
|
|
|
|
|
|
|
Martedì, 19 Ott 2010
|
|
|
Una veloce premessa: non parlerò né di tecnica né di tattica, tu allenatore sei sicuramente molto più preparato di me. |
|
|
|
Martedì, 16 Nov 2010
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 17 Mag 2010
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 19 Apr 2010
|
|
|
|
|
|
|
Lunedì, 12 Set 2011
|
|
|
|
Sport News
15.01.12 - Doppietta azzurra nello snowboard
18.12.11 - Blardone torna Gigante sulla Gran Risa
18.12.11 - Combinata nordica: tre podi in tre giorni per Pittin
20.11.11 - Volley femminile, azzurre in cima al mondo
Leggi tutte le Sport News



Quanto incide lo staff sulla crisi di risultati di una squadra? Tanto!!! E' per questo che un buon allenatore deve sapersi comportare anche da Sport Coach. Qualche mese fa è uscito un
Ultimamente mi trovo spesso a riflettere su quante cose facciano in effetti la differenza e quanto possa essere efficace l'allenamento mentale per identificarle. Evidentemente non sto parlando solo di sport ma di ogni aspetto della vita di tutti giorni, del lavoro, degli hobby e dei nostri interessi in generale.
Prima di parlarti dell’argomento di Mental Coaching di cui mi voglio occupare oggi, voglio che guardi questo video; se lo hai già visto, come è capitato a me qualche decina di volte, credo che possa sempre essere di ispirazione, e se invece non lo hai ancora visto, allora ti consiglio di noleggiare il film appena puoi!
Qualche giorno fa stavo leggendo la trascrizione di un’intervista molto interessante fatta a Claudio Ranieri (l’attuale allenatore dell’Inter) su Inter Channel. Durante un passaggio in cui ha fatto riferimento ai risultati di Mourinho, l’allenatore nero azzurro si è soffermato sulla figura del Mental Coach all’interno dello staff.
Prima di tutto voglio farti i miei più sentiti auguri da parte mia e da tutto il team Ekis Sport Coaching per un 2012 pieno di emozioni e poi raccontarti una breve storia per introdurre una riflessione di inizio anno: competere o collaborare?
Ciao a tutti, eccoci, come promesso ad approfondire, con esempi pratici, l’argomento relativo agli ancoraggi.
È stato fatto uno studio con un nuotatore registrando l’audio prodotto durante la nuotata in una prestazione molto vicina al suo limite.
Nel mio percorso di Mental Trainer ho avuto la fortuna di lavorare con un’atleta Olimpica (Atlanta 1996 e Sidney 2000) di Tiro a volo specialità Double Trap: Giovanna Pasello.
Una di queste è stata settata associando il suono che il fucile emette nel momento della chiusura delle canne; questo suono sanciva il passaggio da uno stato di relax ad uno stato di maggiore attivazione fisica che condizionava anche la postura in pedana.
Un altro lavoro simile è stato svolto con un atleta del Rugby Parma, Barry Irving.
Nel mio
Ciao, eccomi di nuovo qui a parlare di mental coaching applicato al calcio.
Lavorando in ambito golfistico so che la capacità di visualizzare per chi gioca a golf (ma vale anche per gli altri sport) è di grande importanza!
Come promesso nell’
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Oggi mi rivolgo agli allenatori, che spesso svolgono anche il ruolo di Sport Coach.
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Ciao a tutti, proseguiamo la condivisione di argomenti specifici del Mental Training affrontando una situazione che, per esperienza diretta, ho trovato essere comune alla maggior parte degli sportivi.
Ecco una delle arti in cui moltissimi atleti, dirigenti e società con cui ho lavorato come mental coach sono maestri: la “scusite” ossia l’arte di trovare delle scuse per non aver fatto le cose oppure per non aver ottenuto la performance che desideravano.
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA = 



