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2012
Febbraio
20
Lun
Lunedì, 20 Feb 2012

Il Mental coach che impara dai campioni Le 16.00 di pomeriggio in un palazzetto. Fuori freddo e neve. Dentro ci sono tre persone. Un atleta, un allenatore e un Mental Coach. Si sentono i suoni e i rumori di chi ci sta provando (a volte anche qualche imprecazione). Si vedono i tentativi e gli sforzi per provare a ottenere un risultato. Si percepiscono le sensazioni che prendono allo stomaco quando sai che quella sarà la volta buona.

Ma il risultato non arriva…ancora tentativi. L’atleta comincia ad innervosirsi, l’allenatore incita…il Mental Coach pensa. Pensa che forse la strategia che sta utilizzando non funziona. Forse bisogna cambiare qualcosa, ma cosa?

Ripercorre con la mente tutto il lavoro di Coaching fatto. L’atleta guarda i due Coach…scuote la testa come per far uscire tutti i pensieri e si appresta a riprovare…il Mental Coach grida: STOP!

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2012
Febbraio
13
Lun
Lunedì, 13 Feb 2012

Un fantastico esempio di Storia Vera di Mental TrainingHo la ferma convinzione che il Mental Training oggi abbia un ruolo di fondamentale importanza… dentro e fuori dal campo.

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2012
Febbraio
06
Lun
Lunedì, 06 Feb 2012

Novak Djokovic vincitore agli Open d’AustraliaDomenica 30 gennaio 2012, si è disputata la finale storica degli Australian Open, durata quasi 6 ore, vinta da Novak Djokovic a spese di un sempre magnifico Nadal.

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2012
Gennaio
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Mar
Martedì, 31 Gen 2012

Il Mental Coaching per credere che l'impossibile diventi fattibileQuanto incide lo staff sulla crisi di risultati di una squadra? Tanto!!! E' per questo che un buon allenatore deve sapersi comportare anche da Sport Coach.

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2012
Gennaio
23
Lun
Lunedì, 23 Gen 2012

Allenamento mentale del dettaglioUltimamente mi trovo spesso a riflettere su quante cose facciano in effetti la differenza e quanto possa essere efficace l'allenamento mentale per identificarle. Evidentemente non sto parlando solo di sport ma di ogni aspetto della vita di tutti giorni, del lavoro, degli hobby e dei nostri interessi in generale.

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Il Mental Coach contro la crisi... di risultati!!! - parte 1
Lunedì 12 Dicembre 2011

Il Mental Coach per confermare il risultato oppure ribaltarlo"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te la stanno perdendo e te ne attribuiscono la colpa, ... se sai affrontare il Successo e la Sconfitta e trattare questi due impostori nello stesso modo;

... il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo, e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!"

Rudyard Kipling

Cari amici, avrete sicuramente riconosciuto alcuni passaggi della famosissima “Lettera al figlio” di Kipling, che rappresenta per questo grande scrittore la sua eredità filosofica alle  generazioni future. Chi di voi pensa che non sarebbe stato anche un fantastico Mental Coach alzi la mano!!!

Spesso questo testo viene proposto, a volte purtroppo non viene nemmeno fatto conoscere, in momenti della  vita  dove si è troppo giovani per apprezzare la profondità del messaggio che contiene, oppure troppo indaffarati, soprattutto in età matura, per fermarsi a riflettere sulle infinite chiavi di lettura proposte. Un vero peccato se ci pensiamo bene, considerato che si tratta di un condensato di Mental Coaching.

In particolare vorrei che ci soffermassimo ad analizzare e commentare la parte che ho messo in neretto: “..se sai affrontare il Successo e la Sconfitta e trattare questi due impostori nello stesso modo.”

Perché definisce Successo e Sconfitta come due impostori e consiglia di trattarli allo stesso modo? Me lo sono chiesto molte volte e voglio darvi la mia risposta sia da Coach che da Allenatore.

Successo e sconfitta sono essenzialmente le due facce della stessa medaglia, e un impostore è qualcuno che si fa passare per qualcun altro. Vista  in questo modo, sia l'una che l'altra faccia della medaglia dovrebbero essere trattate alla stessa maniera proprio perché tutte e due potrebbero essere l'opposto.

Mica male come concetto. Ma stabilito questo, “Come” li dovremmo trattare??

Io da Coach sono sempre più convinto che vadano trattati con assoluto rispetto e con una buona dose di diffidenza. Troppe volte ho visto e vissuto esaltazioni incredibili dovute a qualche buon risultato, che sono state  in seguito l'anticamera del tracollo, e fortunatamente mi sono trovato anche nella situazione opposta, e dall'orlo del baratro veder nascere un nuovo e vittorioso spirito di gruppo.

Credo che sia giusto e legittimo assaporare tutte le gioie del successo festeggiando e godendo con chi ha partecipato alle vittorie, e allo stesso tempo essere tristi e rammaricati di fronte alle sconfitte consapevoli che si dovrà lavorare meglio, e fin da subito, per tornare il prima possibile al successo.

La cosa importante sia da una parte  che dall'altra è continuare a migliorarsi, per confermare il risultato oppure ribaltarlo.

Il rischio infatti è proprio quello di fermarsi, il vincitore a causa di un eccesso di narcisismo che gli potrebbe far credere di non aver più bisogno di lavorare e sudare in allenamento, e lo sconfitto per la convinzione che non sarà mai all'altezza del livello del campionato o dell'avversario, e quindi per quale motivo continuare a sbattersi e lavorare ore e ore in palestra. E inutile che vi ricordi che è anche per questi motivi che ci sono gli allenatori, il fatto è che ( e questo ve lo posso assicurare con certezza, da allenatore!! ) spesso sono i primi a caderci, sia nell'uno che nell'altro caso.

E' proprio in momenti come questi che potrebbe innescarsi una “Crisi di risultati”, a volte indipendente dal livello di gioco espresso, ma nella maggioranza dei casi come conseguenza di una qualità tecnico-tattica proposta assolutamente insufficiente, e che magari non si era mai presentata in passato.

Quante volte, soprattutto negli sport di squadra, avete sentito frasi come queste:

“Si è rotto il giocattolo!!”...”Ognuno va per conto suo.”...”Non sembrano più loro, sono il fantasma della squadra di due settimane fa!!””Oramai l'allenatore non ha più il polso del situazione.”..ecc..ecc...Se avessi un euro per tutte le volte che ho sentito frasi simili sarei milionario.

Cosa si potrebbe fare per porre rimedio a momenti del genere?

Come si potrebbe aiutare una squadra ad affrontare e superare questi momenti di crisi?

Rispondere a queste domande senza vivere direttamente lo spogliatoio è molto difficile, ci sono tante soluzioni che il Mental Coach potrebbe proporre, ma dovrebbe almeno conoscere le cause che potrebbero aver generato la crisi.

L'allenatore è sufficiente? O meglio, possiede gli strumenti giusti per poter intervenire?

A questa domanda la risposta è più facile. Sono pochissimi gli allenatori, anche ad alto livello, che propongono ai propri giocatori del Mental Training, e nella maggioranza dei casi non sono attrezzati per poter aiutare il gruppo in momenti particolari come questi.

Andiamo a vedere alcune proposte di aiuto che potrebbero andare bene per un'ampia casistica. Dividiamo il tutto in due situazioni:

- Crisi di risultati improvvisa. La squadra stava andando bene e poi ad un tratto ha iniziato a subire una sconfitta dietro l'altra.

- Crisi di risultati che si è verificata fin dalle prime partite. Nonostante un livello di gioco buono sia tatticamente che tecnicamente non si stanno ottenendo i risultati sperati. (Anche perché se non fosse così appare evidente che le sconfitte dovrebbero dipendere dal fatto che il gioco o i giocatori non sono all'altezza, e questo è un altro paio di maniche!).

Nel primo caso, che è quello che andremo a vedere in questo articolo, se non ci sono stati cambiamenti importanti nella rosa (cessioni o infortuni gravi in ruoli chiave) bisogna subito andare a trovare quello che potremmo definire “evento scatenante” della crisi.

Non è detto che quest'ultimo si sia verificato durante la prima sconfitta della serie, ma è molto probabile, quindi se ci sono dei filmati e uno storico della settimana di allenamento sono assolutamente da far visionare al Mental Coach, se così non fosse bisognerà fare una serie di domande a tutti i partecipanti alla gara e agli allenamenti, ascoltare i loro racconti, porre l'attenzione su quello che tutti, e non solo alcuni, ricordano e ritengono importante, e le sensazioni che hanno provato durante gli eventi in questione.

La seconda cosa da fare è ripetere lo stesso procedimento andando ad analizzare una o più partite dove tutto andava per il meglio.

L'analisi della “scena del crimine” è fondamentale, e bisogna agire con estremo raziocinio.

In possesso sia della situazione di quando andava tutto bene che della prima sconfitta, sarebbe meglio anche della seconda, bisogna porre l'attenzione su alcune cose;

Il “Tenente Colombo” avrebbe detto questo: “ Tre sono le cose da notare: quello che c'era prima e che adesso non c'è più, quello che c'è adesso e che prima non c'era, e quello che è stato spostato (nel nostro caso per “spostato” intendiamo comportamenti o fatti che non mancano e non sono stati aggiunti, ma invertiti, scambiati, ecc..).”

Non è detto che si riesca a trovare subito l'evento scatenante, in tal caso bisogna continuare a cercare, ma se si dovesse averlo individuato bisogna passare subito all'azione senza perdere nemmeno un secondo.

Ogni componente del gruppo staff compreso, accuratamente indirizzati dal Coach, si devono impegnare a non attuare  più il comportamento, o la qualsiasi cosa, individuati  come innesco della situazione di crisi, e agire nel modo stabilito come alternativa. Potrebbe essere qualsiasi cosa, dal passaggio in più che prima veniva fatto invece di tirare, all'atteggiamento di leggerezza o sufficienza che magari è comparso e che prima non c'era, oppure alcune scelte dell'allenatore che venivano fatte in ordine diverso ecc...ecc...

E tutto questo va allenato!!!

Durante ogni seduta di allenamento, ogni volta che il “colpevole” fa la sua comparsa è necessario che chiunque lo noti lo renda palese, fermandosi e rendendo consapevoli tutti che ci si sta ricadendo nuovamente. In questo modo avverrà quello che noi in gergo  chiamiamo “Interruzione di modulo”. Dopo una brevissima pausa che ha lo scopo di resettare la testa di tutti, si riparte con l'alternativa stabilita.

Sarà compito dell'allenatore, sarebbe meglio del Mental Coach aggregato alla squadra, oppure del suo assistente nel caso fosse un comportamento dello stesso trainer a innescare i problemi, vigilare accuratamente durante la gara e fare tutto quello che è concesso dal regolamento per bloccare ed invertire la tendenza:..chiamare tempo..fare una sostituzione..mettersi a sedere invece di stare a bordo campo...utilizzare un linguaggio contenente parole chiave stabilite..ecc..ecc..

Se la squadra è stata ben condizionata e convinta durante la settimana vedrete dei cambiamenti come dal giorno alla notte, e nel giro di pochissimo tempo si tornerà alle vittorie di prima.

Questo che vi ho appena descritto è un intervento molto efficace e già collaudato per interrompere una “Crisi di risultati” ; naturalmente è soltanto uno dei numerosissimi modi che un Mental Coach ha per poter aiutare una squadra in difficoltà.

Ne potremmo descrivere tanti altri, io vi ho voluto proporre questo perché mi sembra applicabile a varie situazioni....e non soltanto in campo sportivo.

Nel prossimo articolo analizzeremo insieme la seconda casistica.

Sono convinto che l'argomento vi abbia interessato, e mi piacerebbe che qualcuno di voi mi facesse altri esempi o condividesse con me le proprie idee, riguardo la risoluzione dei momenti di difficoltà.

William FioraniDi William Fiorani

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