Una delle esperienze più significative nella mia attività di mental coach, che ho il piacere di condividere, è la storia di Antanas Kavaliauskas, un giocatore lituano di 207 cm cresciuto cestisticamente in USA.
Nell’anno sportivo 2010-2011 ricoprivo, nella squadra in cui militava, inizialmente il ruolo di preparatore fisico e, in un secondo momento, quello di mental team coach.
AK, come viene chiamato, arrivava con un pedigree di altissimo livello, anche se era reduce da un anno travagliato, complice una operazione dopo la rottura del legamento crociato anteriore.
Oggi vorrei far cadere la tua a attenzione sull'importanza che ha la percezione, sotto diverse aspetti, in ogni sport e come si possa allenare e migliorare attraverso sessioni di Sport Coaching.
Buongiorno! Ci siamo lasciati personalmente lo scorso marzo con un grande risultato sportivo di Davide, in quell’occasione ti ho accennato alcuni segreti del suo allenamento mentale.
Tra qualche ora mi vedrò con un giocatore professionista di volley che ho seguito come sport coach durante quest’ultima stagione che è terminata ufficialmente ieri.
Si esatto. In quest’articolo sull’allenamento mentale parlo di un Mental Coach che ha perso. Molto spesso avrai letto di vittorie strepitose grazie al Mental Coaching. Di ostacoli superati e di obiettivi raggiunti. Oggi però voglio parlarti di sconfitte. Di quelle che bruciano. Di quelle che ti fanno stare sveglio la notte a ripensarci. E di lettere.
Un punto vincente, chiuso con un gesto incredibile, che vale l’ingresso agli ottavi di finale degli US Open 2010. Francesca Schiavone non sa spiegare come è successo, semplicemente dice: “Istinto! Quando capisci che è il momento di fare quel colpo, che è la palla giusta, il momento giusto… semplicemente lo fai!”. JUST DO IT!
Dal punto di vista dell’allenamento mentale ciò che è successo è piuttosto semplice: un campionenello stato mentale “perfetto” sa scegliere la soluzione migliore, anche la più complessa, nel momento in cui serve e Francesca è un’atleta straordinaria!
Federer qualche giorno prima ha chiuso un punto importante “sotto alle gambe” nel secondo turno degli US Open contro Dabul. Questi colpi sono nell’albo dei gesti più incredibili del tennis mondiale.
Quando hanno allenato questo colpo? Quante volte questi campioni hanno provato questi gesti?
Non saprei dirlo esattamente, forse nelle migliaia di ore di allenamento gli sarà capitato qualche volte di farlo, ma sono abbastanza sicura del fatto che i loro allenamenti non si concentrano sul provare il “colpo sotto alle gambe”. Ragionevolmente un atleta allena tutte le situazioni che si presentano più frequentemente, migliora ulteriormente i suoipunti di forza e lavora sui punti di debolezza per arrivare alla gara preparato tecnicamente, fisicamente e tatticamente nel modo migliore.
Credo che un gesto tecnico come questo, sia frutto di un insieme di condizioni ottimali e di un grande lavoro di preparazione in cui l’aspetto mentale gioca un ruolo fondamentale.
Nella mia esperienza non ho mai visto atleti allenare sul campo certi colpi, eppure ad un certo punto, in momenti quasi sempre determinanti, escono dal cilindro gesti atletici impensabili che siglano il punto della vittoria. Esistono in tutti gli sport, dalle parate sorprendenti nel calcio, alle ricezioni di battute sulla riga nella pallavolo, colpi sotto alle gambe nel tennis, canestri all’ultimo secondo da metà campo nel basket e tanti altri ancora. Guarda questo video di azioni di pallacanestro per capire meglio cosa intendo:
Lo sport è pieno di esempi così, ma come si fa ad eseguire gesti simili?
Credo fortemente che questi colpi non si possano allenare in campo, ma che arrivino quando tutte le condizioni sono perfette e quando la mente è preparata, lucida e reattiva. Quando la mente ha la capacità di vedere in anticipo, leggere ciò che accade e rispondere prontamente. Quando tutto questo accade in una frazione di secondo e il corpo altrettanto velocemente reagisce. Quando tutto è successo talmente velocemente che non si può nemmeno spiegare razionalmente.
Questo è il potere dell’anticipazione mentale! Il Personal Coach affianca l’atleta nel visualizzare molteplici situazioni che sono difficilmente riproducibili nella realtà e le allena mentalmente.
L’immaginazione viene supportata da suoni, sensazioni, odori e circostanze che sono in grado di amplificare all’ennesima potenza l’esperienza che si vuole provare, a tal punto che diventa quasi reale e in un certo senso lo è! Tanto più la mente sarà in grado di rivivere quel gesto, quel momento, quella situazione in modo rapido e dettagliato tanto più il corpo saprà realmente reagire in quel modo ad una situazione reale che si presenterà. La reazione del corpo ad una situazione vissuta mentalmente centinaia di volte è molto simile a quella di una situazione realmente vissuta, di cui si ha esperienza reale diretta.
La nostra mente infatti non riesce a distinguere un’esperienza vividamente immaginata, da una realmente vissuta. Dunque è possibile allenare alcuni aspetti tecnici, anche mentalmente. Ovviamente l’allenamento mentale non sostituisce quello tecnico. Stiamo parlando di sportivi che atleticamente e tecnicamente sono tra i migliori al mondo. L’allenamento mentale però produce un miglioramento misurabile nei tempi di risposta a situazioni apparentemente nuove, questo perché la mente le riconosce come un’esperienza già provata e riduce il tempo che occorre per produrre una risposta. Ecco quindi che i gesti impossibili diventano il punto della vittoria!
Leggendo alcune interviste a tennisti nei primi posti del ranking mondiale o fenomeni del basket come Michael Jordan si può facilmente notare come diversi ricorrano all’allenamento mentale quotidianamente o prima della gara. Ripetono i gesti mentalmente milioni di volte e si vedono perfetti nel farlo, mentalmente non costa nulla! Sono talmente abituati a visualizzare la perfezione che ogni loro gesto, in allenamento o in gara, tenderà sempre a quello. Quando compiono azioni incredibili, la maggior parte di loro, le ha già anticipate mentalmente.
Anticipare un gesto tecnico, la vittoria, il successo non necessariamente porta al risultato che vogliamo, o meglio non basta! Altrimenti potremmo schiacciare tutti a canestro solo immaginando di esserne capaci, beh sarebbe troppo facile. L’allenamento mentale è uno strumento fondamentale tanto quanto la preparazione atletica, la tecnica, la tattica e una buona dose di talento. Del resto ho citato i migliori al mondo di alcune discipline.
E’ vero anche però, che ognuno di noi, nella vita quotidiana e nello sport, incontra tutti i giorni piccole e grandi sfide che con una buona costanza nell’allenamento fisico e mentale possono essere superate, anche andando oltre le migliori aspettative. Provare per credere!
in effetti avere una visione o percepire, sentire la propria vittoria, la propria "forma finale" o mossa decisiva,
oltre che vantaggiosa si porta dietro un sapore particolare, se è vero che in questo attimo presente è racchiuso il nostro futuro, allora la mente diventa uno strumento per farlo sbocciare nel migliore dei modi,
Ciao,
condivido pienamente quanto dici nel tuo articolo.
Io ho sperimentato più volte sia su me stesso che con i miei allievi (insegno arti marziali oltre a fare il formatore aziendale) il potere delle visualizzazioni per il miglioramento delle performance e anche per la riabilitazione post-operatoria. Sto scrivendo un articolo in più puntate sul mio blog, se ti va di dargli un occhio lo trovi qui:
http://tinyurl.com/367bhd5 - parte prima
http://tinyurl.com/2vjjyd9 - parte seconda
i tuoi commenti sono ben accetti, ovviamente.
A presto,
Walter
Nel mio ultimo articolo ti ho promesso che ti avrei raccontato perché nel lavoro di sport coaching uno degli elementi fondamentali per migliorare le prestazioni è visualizzare.
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Come promesso nell’articolo precedente, sono ad illustrarvi un’applicazione concreta di come il mental coaching e l’anticipazione mentale del successo possono farti sfruttare al massimo un calcio di punizione.
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA = BULLSHIT!
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Lo so, me ne rendo conto... il titolo di questo articolo potrebbe apparire strano... e la domanda è strana... e cosa c’entrano il mental training e la concentrazione con queste “linee del tempo” (chissà che roba è!!!)? Forse che lo sport coach debba fare il metereologo???? :-) No no frena un secondo, lascia che ti spieghi meglio :-)
Ciao a tutti, proseguiamo la condivisione di argomenti specifici del Mental Training affrontando una situazione che, per esperienza diretta, ho trovato essere comune alla maggior parte degli sportivi.