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Martedì, 31 Gen 2012
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Come stavamo dicendo nelle prime righe, è dalla “panchina” che deve partire il primo imput verso un atteggiamento vincente e determinato alla conquista del risultato. Allenatore, assistenti, dirigente, accompagnatore, massaggiatore....ecc ecc, sono determinanti col loro atteggiamento sulla condizione mentale dei giocatori. Leggi tutto |
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Lunedì, 23 Gen 2012
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Lunedì, 16 Gen 2012
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Lunedì, 09 Gen 2012
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Lunedì, 02 Gen 2012
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| La nostra filosofia, il ruolo del Mental Coach |
| Martedì 30 Marzo 2010 |
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Partiamo da quello che è l’obiettivo finale del mental training: allenare le capacità e le potenzialità della nostra mente al fine di esprimere a livelli di eccellenza l’intero potenziale del singolo atleta o dell’intera squadra, valorizzandone ed esaltandone i punti di forza ed andando a contrastare, con il giusto atteggiamento e la giusta preparazione mentale, le aree di debolezza. Stando così le cose risulta perciò evidente che un’adeguata preparazione mentale raggiunge il massimo del suo risultato quando si affianca e si innesta su un’altrettanto buona ed accurata preparazione tecnico-tattica e fisico-atletica. Le tre componenti giocano tutte un ruolo fondamentale e, se l’obiettivo è quello della massima prestazione, nessuna può prescindere dalle altre e l’una completa e valorizza l’altra. Così come ogni singola parte costituente la prestazione svolge un “lavoro di squadra” per il raggiungimento dell’obiettivo finale, così crediamo che debba essere interpretato il ruolo del Mental Coach all’interno dello staff di una società: un professionista che lavora con la squadra e con i singoli atleti, che si muove in maniera sinergica, coordinata ed allineata con quanto deciso e concordato con la parte tecnica. Il Mental Coach è una figura che lavora “spalla a spalla” e di concerto con l’allenatore, con cui vanno definiti e pianificati gli obiettivi individuali e di team e con cui occorre intesa e fiducia. Non crediamo sia utile e funzionale che il Mental Coach venga “imposto” dall’alto, crediamo piuttosto che la scelta di avvalersi di un simile professionista debba essere sposata e condivisa dalla società, dal tecnico e dagli atleti, così da poter portare avanti in maniera decisa un programma congiunto, che porti a risultati concreti. Il Mental Coach deve contribuire al successo di un gruppo che ha nell’allenatore il suo primo leader e che, rispondendo per primo dei risultati, è corretto che scelga il suo staff e i suoi collaboratori. Se questo che ho cercato di delineare è quello che crediamo essere il modo migliore di lavorare e quello che porta ai migliori risultati, ci è però spesso capitato e sono sicuro ci capiterà ancora di lavorare con i singoli atleti, che talvolta sono più lungimiranti delle società e che decidono di investire in prima persona sul loro rendimento in gara e quindi di avvalersi del Mental Coach a livello individuale. In ogni caso una cosa è opportuno sottolineare, la parola chiave in ”allenamento mentale degli sportivi” è “allenamento”! Non ci sono trucchi, non ci sono magie o formule magiche, tutti gli strumenti che utilizziamo nella preparazione mentale degli atleti funzionano e funzionano con risultati concretamente misurabili SE utilizzati ed allenati con impegno e continuità! Così come una persona che non ha mai fatto sport, se seguito da un buon allenatore di cui segue le indicazioni, migliora le sue abilità tecniche; così come una persona che non ha mai fatto attività fisica, se seguita da un buon preparatore atletico di cui segue le indicazioni, migliora le sue capacità di forza e resistenza; così un qualsiasi atleta che non abbia mai consapevolmente allenato la propria mente, se seguito da un buon Mental Coach di cui segue le indicazioni, migliorerà la sua prestazione… e questo è sempre vero, inevitabile e naturale! Un Mental Coach non lavora con persone “malate” o con “problemi”, un Mental Coach lavora con atleti che vogliono migliorare la propria prestazione e i loro risultati e che sono consapevoli che la loro mente ha un potenziale enorme, si tratta solo di farlo giocare dalla nostra parte! |
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Lunedì, 07 Giu 2010
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Lunedì, 10 Mag 2010
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Lunedì, 12 Apr 2010
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Lunedì, 28 Giu 2010
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Martedì, 31 Ago 2010
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Martedì, 19 Ott 2010
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Una veloce premessa: non parlerò né di tecnica né di tattica, tu allenatore sei sicuramente molto più preparato di me. |
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Martedì, 16 Nov 2010
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Lunedì, 17 Mag 2010
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Lunedì, 19 Apr 2010
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Lunedì, 12 Set 2011
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Sport News
15.01.12 - Doppietta azzurra nello snowboard
18.12.11 - Blardone torna Gigante sulla Gran Risa
18.12.11 - Combinata nordica: tre podi in tre giorni per Pittin
20.11.11 - Volley femminile, azzurre in cima al mondo
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Quanto incide lo staff sulla crisi di risultati di una squadra? Tanto!!! E' per questo che un buon allenatore deve sapersi comportare anche da Sport Coach. Qualche mese fa è uscito un
Ultimamente mi trovo spesso a riflettere su quante cose facciano in effetti la differenza e quanto possa essere efficace l'allenamento mentale per identificarle. Evidentemente non sto parlando solo di sport ma di ogni aspetto della vita di tutti giorni, del lavoro, degli hobby e dei nostri interessi in generale.
Prima di parlarti dell’argomento di Mental Coaching di cui mi voglio occupare oggi, voglio che guardi questo video; se lo hai già visto, come è capitato a me qualche decina di volte, credo che possa sempre essere di ispirazione, e se invece non lo hai ancora visto, allora ti consiglio di noleggiare il film appena puoi!
Qualche giorno fa stavo leggendo la trascrizione di un’intervista molto interessante fatta a Claudio Ranieri (l’attuale allenatore dell’Inter) su Inter Channel. Durante un passaggio in cui ha fatto riferimento ai risultati di Mourinho, l’allenatore nero azzurro si è soffermato sulla figura del Mental Coach all’interno dello staff.
Prima di tutto voglio farti i miei più sentiti auguri da parte mia e da tutto il team Ekis Sport Coaching per un 2012 pieno di emozioni e poi raccontarti una breve storia per introdurre una riflessione di inizio anno: competere o collaborare?
Dopo aver chiarito, nell’articolo precedente, l’importanza della parte mentale dell’allenamento per il raggiungimento di prestazioni di eccellenza, mi preme spendere due parole sul nostro modo di intendere il ruolo del Mental Coach all’interno dello staff.
Ciao, eccomi di nuovo qui a parlare di mental coaching applicato al calcio.
Nel mio
Lavorando in ambito golfistico so che la capacità di visualizzare per chi gioca a golf (ma vale anche per gli altri sport) è di grande importanza!
Come promesso nell’
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Oggi mi rivolgo agli allenatori, che spesso svolgono anche il ruolo di Sport Coach.
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Ciao a tutti, proseguiamo la condivisione di argomenti specifici del Mental Training affrontando una situazione che, per esperienza diretta, ho trovato essere comune alla maggior parte degli sportivi.
Ecco una delle arti in cui moltissimi atleti, dirigenti e società con cui ho lavorato come mental coach sono maestri: la “scusite” ossia l’arte di trovare delle scuse per non aver fatto le cose oppure per non aver ottenuto la performance che desideravano.
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA = 



