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Lunedì, 06 Mag 2013
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In altre parole ho avuto una illuminazione. Stavo tornando a casa in macchina dopo una seduta di Mental Coaching e mi chiama un altro atleta che ho seguito, Alessandro, professionista di biliardo, che ringrazio pubblicamente e mi dice: “Luca, sai che, facendo il lavoro che abbiamo impostato assieme, ho cambiato completamente l’approccio alla gara e agli allenamenti? Ora il mio obiettivo non è più VINCERE ma dare il meglio di me… se lo faccio, la vittoria è una conseguenza!” |
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Lunedì, 29 Apr 2013
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Martedì, 23 Apr 2013
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Mercoledì, 17 Apr 2013
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Lunedì, 18 Mar 2013
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| Mental Coach: "Mi dispiace ma non ce la farai" |
| Lunedì 19 Dicembre 2011 |
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Un Mental Coach ti deve spronare, pungolare, motivare, incitare… deve accrescere la tua autostima, deve aiutarti ad andare oltre alla fatica, deve farti sentire al 110%, deve aiutarti a creare un Action Plan per raggiungere i tuoi obiettivi e soprattutto deve farti sentire speciale, aiutandoti ad anticipare mentalmente il tuo successo tirando fuori il tuo Cuore. Sicuramente tra queste cose non c’è il dirti: “Mi spiace ma non ce la farai”. E invece io credo che sia uno degli strumenti di Mental Coaching più potenti, che un Mental Coach possa utilizzare. Ma, come dice il nonno di SpiderMan…
Eh già, non ne si può abusare… anzi, lo si può utilizzare solo in circostanze davvero più uniche che rare, è un po’ come il bottone rosso da schiacciare solo in caso di emergenza.
Il tutto parte con un dialogo interno del tipo: “Ah no? Stai a vedere” e quando il Mental Coach si accorge di quel dialogo (di solito è ben visibile dalla fisiologia della persona), gli deve porre la domanda finale: “Ok, lo vuoi fare lo stesso?” Questa domanda rappresenta uno sparti acque, un SI come risposta sta ad indicare la piena consapevolezza che da lì non si torna più indietro… si va solo avanti! Ed è da quel punto che il Mental Coach torna ad assumere il ruolo di cui abbiamo parlato sopra, aiutandoti ad andare avanti verso l’obiettivo. Pensaci: quanto è forte il fare qualcosa quando qualcuno ti dice che è IMPOSSIBILE??!
Come credi che si sia sentito Roger quando frantumò il “Mi dispiace non ce la farai” che gli avevano detto? E soprattutto quanto di quella prestazione fu dettata dalla determinazione mentale del “Ora ti faccio vedere io”? Probabilmente la stessa determinazione che convinse Colombo (Cristoforo, non li Tenente) a salpare per le Indie andando verso Ovest, sicuro del fatto che, essendo la terra rotonda sarebbe “sbucato” ad Est… piccolo particolare, la terra era considerata da tutti PIATTA!!!! Questo per dire che se sei un Mental Coach, quando senti che chi hai di fronte ha bisogno di non “avere una via di fuga” e farlo totalmente concentrare sul COME LO FACCIO e non più sul LO FACCIO/NON LO FACCIO, fai queste 2 cose:
Nel dirglielo, concentrati sulla sua fisiologia e nota come probabilmente dopo un attimo di “sconforto” inizierà a fissare un punto e a fare dei “SI” con la testa e magari anche ad abbozzare un sorriso… si sta dicendo una cosa tipo “Impossibile eh… allora lo faccio!” , ecco quello è IL MOMENTO per fare queste 3 cose: - Guardalo ancora più fisso negli occhi; - Mettiti in una fisiologia potenziante; - Chiedigli “Lo vuoi fare lo stesso vero?!” Lui ti dirà di SI e da quel momento avrai la garanzia che ci metterà tutto sé stesso… ANIMA E CORPO. Se non sei un Mental Coach, ma hai un grande obiettivo e senti la necessità di superare la soglia del non ritorno per concentrarti solo sul “vado avanti”, il mio consiglio è: - Cerca persone che ti dicano “Non ce la farai”, magari anche qualcuno che non ti è proprio simpaticissimo (anzi!!!!), al quale SBATTERE in faccia il tuo successo una volta che lo avrai raggiunto.. con un bel “Visto??!!”; E soprattutto renditi conto che quelle (o quella) persone sono pochissime rispetto all’oceano di gente che crede in te. Accendi la fiammella con i “Non ce la farai”, dopodiché lascia che arda dentro di te il fuoco di tutti i “Ci credo” che troverai sulla tua strada! Lance Armstrong ha detto: …con l’amore e il sostegno degli amici e dalla famiglia sono tornato in bicicletta e ho vinto per 7 volte consecutive il Tour de France. Credo che se una persona non molla mai quando la situazione è dura, non avrà nulla di cui pentirsi per il resto della vita… E se non bastasse, ecco l’esempio di alcune persone, che credo tu conosca, alle quali è stato detto “Non non ce la farai”:
A presto e Buone Feste.
Commenti (9)
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Lunedì, 10 Mag 2010
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Lunedì, 07 Nov 2011
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Lunedì, 07 Giu 2010
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Lunedì, 24 Ott 2011
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Lunedì, 12 Apr 2010
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Martedì, 16 Nov 2010
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Martedì, 31 Ago 2010
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Lunedì, 12 Set 2011
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Martedì, 19 Ott 2010
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Una veloce premessa: non parlerò né di tecnica né di tattica, tu allenatore sei sicuramente molto più preparato di me. |
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Lunedì, 28 Giu 2010
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Ho avuto un Flash! Chi ha fatto
Non è detto che un Campione in campo… lo sia anche fuori. Ma quando si trovano persone così, dal mio punto di vista, fanno quel salto in avanti che gli eleva a “CAMPIONE SENZA BANDIERA”, quelli che (a prescindere dalla fede, dalla simpatia…) sono applauditi a prescindere.
Scacchi? Si..si..proprio loro! E lo sapete perché? Nello Sport Coaching, come nella vita, bisogna fare come su una scacchiera…… Pensare tre mosse avanti!!!!
La capacità di vedere le cose da diversi punti di vista è uno degli “strumenti” più efficaci che uno SPORT COACH può condividere con i suoi assistiti.
Le ROSE di cui si parla nel titolo a dir la verità sono solo un gioco di parole, sì, perché si parla di ROSE…
Solo a scrivere il titolo di questo articolo, mi vengono i brividi. Durante tutto il mio percorso di formazione mi hanno insegnato che un
Nella maggior parte dei casi dire a qualcuno, che si fida di te, “Non ce la farai” è il modo migliore per farlo mollare, ma a volte quel “Non ce la farai” diventa di una potenza dirompente dentro alla tua testa.
Se hai frequentato
Nel mio
Sto scrivendo dal mio albergo di NY, dove sinceramente non vedevo l’ora di arrivare! Perché? Bè, oggi ho appena finito la ING New York City Marathon e sono veramente a pezzi.
Ciao, eccomi di nuovo qui a parlare di mental coaching applicato al calcio.
Ciao a tutti, tocca a me scrivere di Mental Coaching in questi infausti giorni che ci hanno visto spettatori di un tragico evento sportivo, ma la vita è anche questa. Credo che la morte di Marco Simoncelli abbia lasciato un vuoto nel cuore di tutti noi, e ricordare un personaggio del suo calibro mi sembra doveroso!!
Lavorando in ambito golfistico so che la capacità di visualizzare per chi gioca a golf (ma vale anche per gli altri sport) è di grande importanza!
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA =
Oggi mi rivolgo agli allenatori, che spesso svolgono anche il ruolo di Sport Coach.
Come promesso nell’

