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Lunedì, 14 Mag 2012
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Nell’anno sportivo 2010-2011 ricoprivo, nella squadra in cui militava, inizialmente il ruolo di preparatore fisico e, in un secondo momento, quello di mental team coach. AK, come viene chiamato, arrivava con un pedigree di altissimo livello, anche se era reduce da un anno travagliato, complice una operazione dopo la rottura del legamento crociato anteriore. Leggi tutto |
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Lunedì, 07 Mag 2012
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Mercoledì, 02 Mag 2012
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Lunedì, 23 Apr 2012
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Martedì, 17 Apr 2012
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| Sport Coaching e Allenamento Ideomotorio |
| Lunedì 25 Luglio 2011 |
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Sto parlando dell’allenamento IDEOMOTORIO. Facciamo un passo indietro: da qualche mese sono diventato un runner e il mio unico obiettivo è la Maratona di New York che si terrà il 6 novembre nella Grande Mela. Da “calciatore” a “runner” il passo non è così breve… apparentemente la corsa è molto più noiosa e monotona. Uno dei più grandi allenatori che abbia mai avuto, mi disse: “non c’è cosa più stupida che correre dietro a niente” e ammetto che questo CREDO è stato mio per tanto tempo, fino a quando non ho deciso che avrei corso quei 42,195 km. Non voglio soffermarmi sui motivi, ma parlare del fatto che la corsa è tutto fuorché monotona… è sicuramente più introspettiva e c’è più tempo per pensare. Ecco il misunderstanding: Tempo per pensare = Noia. Eh no! Tempo per pensare = Opportunità! Ed è qui che entra in gioco lo sport coaching e l’allenamento Ideomotorio. Prima di parlare di “allenamento” è utile capire che cosa è l’Effetto Ideomotorio: una reazione inconscia generata dalla mente che produce un effetto meccanico sul corpo. La parola è scomponibile in “idea” e “movimento”, quindi un’idea che genera movimento. Puoi provarlo subito con un semplice esercizio: - Prendi un foglio di carta e disegna una “X” (o un pallino) al centro; - Con un filo (es: spago) legato ad un piombino (o un bottone) crea una sorta di pendolo; - Tieni sospeso il pendolo sopra alla “X” disegnata sul foglio di carta e fatti queste domande: "Il piombino/bottone è di colore scuro?" dopodiché una domanda tipo "Oggi pioverà?" e continua con “Il mio nome è….?”; - Le regole sono che per rispondere "sì" il pendolo dovrà oscillare in senso orario, e per dire "no" dovrà farlo in senso antiorario; - Tieni il pendolo sospeso senza appoggiare le braccia al tavolo dove hai posizionato il foglio e incredibilmente noterai che otterrai le risposte corrette alle tue domande. Ciò che hai appena sperimentato è l'effetto ideomotorio! Queste risposte, dette ideomotorie, fanno parte della nostra vita sotto forma di schemi automatici di movimento che si attivano in funzione di stimoli esterni o interiori. Quindi l’idea mentale genera una risposta motoria apparentemente inconscia e soprattutto in linea con la nostra proiezione mentale! L’applicazione di questo principio è alla base di moltissime strategie di Sport Coaching, di cui abbiamo parlato in diversi articoli, come ad esempio l’anticipazione mentale del successo, la visualizzazione e molti altri di cui abbiamo parlato più e più volte nel blog. Qualche giorno fa ascoltando Radio DeeJay, Linus e Nicola avevano come ospite Simone Moro , che di professione fa l’alpinista e ha scalato tutte le vette più alte del Mondo, è medaglia d’oro al valor civile, ogni giorno si allena correndo… e soprattutto utilizza l’allenamento ideomotorio. Per dimostrartelo ti invito ad ascoltare parte del podcast della trasmissione e ad ascoltare come Simone utilizza questa efficacissima tecnica di sport coaching per prepararsi al meglio… inoltre goditi l’emozionante storia di Alpinismo Estremo fatta da Simone stesso… da pelle d’oca e non solo per il freddo :D.
L’allenamento ideomotorio è: pensare all’azione che ti troverai a fare. Quindi tornando alla “mia” maratona, ogni giorno ho ben chiaro il mio allenamento e il percorso che andrò a fare e me lo penso e ripenso continuamente. So quali sono i punti in cui spingere e quali quelli dove lasciare andare le gambe. So quali potrebbero essere le possibili problematiche e me le visualizzo tutte… ma soprattutto visualizzo la mia reazione. Se mi alleno in un posto nuovo, cerco di guardare il percorso prima con Google Maps e di immaginarmelo il più possibile. Ma soprattutto mi visualizzo la maratona, non l’ho mai corsa… ma sono stato a New York e conosco quasi perfettamente il percorso, quindi posso immaginarla benissimo e dalla settimana scorsa, grazie ad una mail del mio amico Enrico Vivian (maratoneta che l’anno scorso a NYC è arrivato 35° assoluto e 3° over 40… con 2h 28’ 22”!!!!) ho iniziato anche a pensare al vento, a come bere ai ristori, a come comportarmi in partenza e a quanto lasciarmi caricare dal pubblico dei diversi quartieri. Ricorda: il cervello non distingue tra realtà e vivida immaginazione, quindi per lui tu stai compiendo quel gesto, quel movimento, quell’azione più e più volte… TI STAI ALLENANDO! Stai creando un’idea che si trasformerà inconsciamente in movimento… allenamento IDEOMOTORIO! Sia che tu abbia un gesto tecnico (come un fondamentale) perfettamente riproducibile (es: swing) o all’estremo opposto tu voglia partecipare ad un IronMan, attraverso l’immaginazione puoi allenarti, massimizzando le tue performance e riducendo al massimo le imperfezioni. Ogni giorno dedica 10 minuti del tuo tempo all’allenamento Ideomotorio (5 la mattina e 5 al pomeriggio), puoi farlo anche in spiaggia sotto all’ombrellone… e ti stupirai dei risultati che puoi ottenere. Naturalmente più tempo dedicherai, più risultati otterrai. Per chiudere: Tempo per pensare = Oppurtunità. Sì, l’opportunità di immaginare ciò che succederà, di essere proiettato 10 passi avanti. La tua mente non sarà focalizzata sulla fatica e sul tempo che non passa, ma sul migliorare la performance, sul trovare strategie per superare alcune situazioni difficili e soprattutto sull’andare quel passo oltre a quelli che credevi essere i tuoi limiti. Non mi resta che augurarti buone vacanze!
Commenti (4)
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Lunedì, 10 Mag 2010
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Lunedì, 12 Apr 2010
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Martedì, 31 Ago 2010
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Lunedì, 28 Giu 2010
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Lunedì, 12 Set 2011
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Martedì, 19 Ott 2010
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Una veloce premessa: non parlerò né di tecnica né di tattica, tu allenatore sei sicuramente molto più preparato di me. |
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Martedì, 16 Nov 2010
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Mercoledì, 06 Ott 2010
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Lunedì, 17 Mag 2010
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Sport News
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Una delle esperienze più significative nella mia attività di mental coach, che ho il piacere di condividere, è la storia di Antanas Kavaliauskas, un giocatore lituano di 207 cm cresciuto cestisticamente in USA.
Oggi vorrei far cadere la tua a attenzione sull'importanza che ha la percezione, sotto diverse aspetti, in ogni sport e come si possa allenare e migliorare attraverso sessioni di Sport Coaching.
Buongiorno! Ci siamo lasciati personalmente lo scorso marzo con un grande risultato sportivo di Davide, in quell’occasione ti ho accennato alcuni segreti del suo
Tra qualche ora mi vedrò con un giocatore professionista di
Si esatto. In quest’articolo sull’allenamento mentale parlo di un Mental Coach che ha perso. Molto spesso avrai letto di vittorie strepitose grazie al Mental Coaching. Di ostacoli superati e di obiettivi raggiunti. Oggi però voglio parlarti di sconfitte. Di quelle che bruciano. Di quelle che ti fanno stare sveglio la notte a ripensarci. E di lettere.
Oggi voglio parlarti di un formidabile strumento di sport coaching per sviluppare in modo davvero esponenziale le tue performance e mantenerti allenato anche nel periodo estivo… dove notoriamente a causa di vacanze e temperatura è molto più difficile allenarsi.
Nel mio
Ciao, eccomi di nuovo qui a parlare di mental coaching applicato al calcio.
Lavorando in ambito golfistico so che la capacità di visualizzare per chi gioca a golf (ma vale anche per gli altri sport) è di grande importanza!
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Come promesso nell’
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA =
Oggi mi rivolgo agli allenatori, che spesso svolgono anche il ruolo di Sport Coach.
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Lo so, me ne rendo conto... il titolo di questo articolo potrebbe apparire strano... e la domanda è strana... e cosa c’entrano il mental training e la concentrazione con queste “linee del tempo” (chissà che roba è!!!)? Forse che lo sport coach debba fare il metereologo???? :-) No no frena un secondo, lascia che ti spieghi meglio :-)
Ciao a tutti, proseguiamo la condivisione di argomenti specifici del Mental Training affrontando una situazione che, per esperienza diretta, ho trovato essere comune alla maggior parte degli sportivi.



