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Martedì, 31 Gen 2012
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Come stavamo dicendo nelle prime righe, è dalla “panchina” che deve partire il primo imput verso un atteggiamento vincente e determinato alla conquista del risultato. Allenatore, assistenti, dirigente, accompagnatore, massaggiatore....ecc ecc, sono determinanti col loro atteggiamento sulla condizione mentale dei giocatori. Leggi tutto |
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Lunedì, 23 Gen 2012
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Lunedì, 16 Gen 2012
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Lunedì, 09 Gen 2012
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Lunedì, 02 Gen 2012
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| Come modificare le percezioni a proprio vantaggio: alla scoperta delle SOTTOMODALITÀ |
| Lunedì 24 Maggio 2010 |
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Quando osserviamo, udiamo, proviamo qualcosa, quello che ci rimane è una rappresentazione mentale, filtrata dal nostro modo di raccogliere le informazioni. Attraverso i cinque sensi raccogliamo informazioni dal mondo che ci circonda e ognuno di noi attiva questo processo in modo diverso e molto personale. Ti è mai capitato di chiedere a due persone che hanno visto la stessa partita di raccontarti com’è stata? Probabilmente a volte sembra di sentir raccontare due cose diverse, forse uno avrà parlato di quanto rumore faceva la tifoseria e l’altro nemmeno se ne è accorto. Oppure uno si ricorda che strano colore avevano le divise mentre l’altro non saprebbe nemmeno descriverle. Ebbene questo avviene perché ognuno di noi nota in modo predominante suoni, colori, o prova sensazioni che incidono in modo diverso sulla rappresentazione mentale che ne risulta. Allora cosa sono le sottomodalità? E perché sono così importanti? Le sottomodalità sono singoli elementi che compongono la rappresentazione mentale. Queste possono poi essere visive, auditive o cinestesiche. Sono inoltre importanti perché sono strettamente legate alle emozioni che proviamo e ne possono far variare l’intensità e la qualità.
Ti faccio un esempio utilizzando una sola sottomodalità (come abbiamo visto sopra ne esistono tante) Prendi una immagine di un momento molto bello che hai vissuto nello sport. Concentrati su questa immagine piacevole e ora aumenta la luminosità, rendila sempre più luminosa. Nota come questo fa cambiare il modo in cui ti senti. Ora prova a rendere la stessa immagine meno luminosa, finché non riesci quasi più a vederla. Com’è cambiato ora il modo in cui ti senti? Il Coach durante le sessioni di Personal Coaching individua quali sono le sottomodalità più importanti per l’atleta, ossia quelle al variare delle quali, si ottengono maggiori cambiamenti. Una volta individuate queste si lavora per fare in modo che tutto sia allineato con le sottomodalità che enfatizzano e migliorano la percezione di quello che accade. L’atleta impara poi a riconoscere quelle che sono le sottomodalità importanti e come utilizzarle ogni volta che è necessario per amplificare ancora di più un momento importante e associarlo ad una emozione potenziante, o per neutralizzare momenti di difficoltà o di paura diminuendo l’emozione negativa legata a determinate situazioni. È un po’ come avere a disposizione un mixer con tutti i cursori e poter decidere a nostro piacimento quali sottomodalità aumentare o diminuire per ottenere e provare l’emozione che in quel momento ci è più utile. È davvero straordinario, ed è molto semplice! Per comprendere ancora meglio, nella pratica, quanto ti sto descrivendo, prova a fare questo esercizio:
Buon Lavoro! A presto
Commenti (5)
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Lunedì, 10 Mag 2010
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Lunedì, 07 Giu 2010
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Lunedì, 12 Apr 2010
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Lunedì, 28 Giu 2010
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Martedì, 31 Ago 2010
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Martedì, 19 Ott 2010
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Una veloce premessa: non parlerò né di tecnica né di tattica, tu allenatore sei sicuramente molto più preparato di me. |
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Martedì, 16 Nov 2010
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Lunedì, 17 Mag 2010
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Lunedì, 19 Apr 2010
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Lunedì, 12 Set 2011
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Sport News
15.01.12 - Doppietta azzurra nello snowboard
18.12.11 - Blardone torna Gigante sulla Gran Risa
18.12.11 - Combinata nordica: tre podi in tre giorni per Pittin
20.11.11 - Volley femminile, azzurre in cima al mondo
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Quanto incide lo staff sulla crisi di risultati di una squadra? Tanto!!! E' per questo che un buon allenatore deve sapersi comportare anche da Sport Coach. Qualche mese fa è uscito un
Ultimamente mi trovo spesso a riflettere su quante cose facciano in effetti la differenza e quanto possa essere efficace l'allenamento mentale per identificarle. Evidentemente non sto parlando solo di sport ma di ogni aspetto della vita di tutti giorni, del lavoro, degli hobby e dei nostri interessi in generale.
Prima di parlarti dell’argomento di Mental Coaching di cui mi voglio occupare oggi, voglio che guardi questo video; se lo hai già visto, come è capitato a me qualche decina di volte, credo che possa sempre essere di ispirazione, e se invece non lo hai ancora visto, allora ti consiglio di noleggiare il film appena puoi!
Qualche giorno fa stavo leggendo la trascrizione di un’intervista molto interessante fatta a Claudio Ranieri (l’attuale allenatore dell’Inter) su Inter Channel. Durante un passaggio in cui ha fatto riferimento ai risultati di Mourinho, l’allenatore nero azzurro si è soffermato sulla figura del Mental Coach all’interno dello staff.
Prima di tutto voglio farti i miei più sentiti auguri da parte mia e da tutto il team Ekis Sport Coaching per un 2012 pieno di emozioni e poi raccontarti una breve storia per introdurre una riflessione di inizio anno: competere o collaborare?
Eccomi di nuovo a parlarti in modo più specifico di come migliorare le tue performance attraverso l’allenamento mentale e nello specifico utilizzando le sottomodalità.
Nel mio
Ciao, eccomi di nuovo qui a parlare di mental coaching applicato al calcio.
Lavorando in ambito golfistico so che la capacità di visualizzare per chi gioca a golf (ma vale anche per gli altri sport) è di grande importanza!
Come promesso nell’
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Oggi mi rivolgo agli allenatori, che spesso svolgono anche il ruolo di Sport Coach.
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Ciao a tutti, proseguiamo la condivisione di argomenti specifici del Mental Training affrontando una situazione che, per esperienza diretta, ho trovato essere comune alla maggior parte degli sportivi.
Ecco una delle arti in cui moltissimi atleti, dirigenti e società con cui ho lavorato come mental coach sono maestri: la “scusite” ossia l’arte di trovare delle scuse per non aver fatto le cose oppure per non aver ottenuto la performance che desideravano.
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA = 



