Ho avuto un Flash! Chi ha fatto l’Excellence Coaching sa di cosa parlo (chi non lo ha ancora fatto vada di corsa a iscriversi!).
In altre parole ho avuto una illuminazione. Stavo tornando a casa in macchina dopo una seduta di Mental Coaching e mi chiama un altro atleta che ho seguito, Alessandro, professionista di biliardo, che ringrazio pubblicamente e mi dice:
“Luca, sai che, facendo il lavoro che abbiamo impostato assieme, ho cambiato completamente l’approccio alla gara e agli allenamenti? Ora il mio obiettivo non è più VINCERE ma dare il meglio di me… se lo faccio, la vittoria è una conseguenza!”
Non è detto che un Campione in campo… lo sia anche fuori. Ma quando si trovano persone così, dal mio punto di vista, fanno quel salto in avanti che gli eleva a “CAMPIONE SENZA BANDIERA”, quelli che (a prescindere dalla fede, dalla simpatia…) sono applauditi a prescindere.
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Scacchi? Si..si..proprio loro! E lo sapete perché? Nello Sport Coaching, come nella vita, bisogna fare come su una scacchiera…… Pensare tre mosse avanti!!!!
Le ROSE di cui si parla nel titolo a dir la verità sono solo un gioco di parole, sì, perché si parla di ROSE… Derrick Rose, stella Nba dei Chicago Bulls e più giovane giocatore di sempre ad aver vinto il premio di MVP.
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Per l’articolo di oggi mi ero preparata a scriverti di strategie di allenamento mentale, come sono solita fare, per darti la mia versione di sport coach su come migliorare in un aspetto specifico della prestazione sportiva.
Ieri invece qualcosa mi ha ispirato a considerare l’argomento sport coaching in un modo diverso ed è di questo che oggi e nel prossimo articolo ti parlerò.
Ogni tanto alla tv danno qualcosa di meglio che le polemiche su Berlusconi ed il caso Ruby, infatti ieri ho visto un’intervista su Rai 3 che mi ha particolarmente colpita.
L’intervistato si chiama Simone Santi ed è un imprenditore italiano, ex playmaker di basket ed attuale presidente di Lazio Basket.
Sempre in tv ho visto “Invictus”, film che ti consiglio di guardare appena hai un momento se non l’hai già fatto, ma di questo parleremo la prossima volta.
Se ti stai chiedendo cosa c’entri tutto questo con l’allenamento mentale che aiuta a vincere, continua a leggere e lo scoprirai.
Ritorniamo al signor Santi: il suo impegno è utilizzare il basket come percorso educativo e di sviluppo per i ragazzi con mezzi limitati, organizzando gratuitamente squadre e tornei in Italia ed anche in Africa.
Questi ragazzi attraverso il basket imparano cosa vuol dire vincere e questo è un riferimento importante, che altrimenti mancherebbe nella loro vita.
Mi sono immedesimata in questi ragazzi all’istante. Ho immaginato la loro quotidianità fatta di enormi difficoltà, in cui i sogni spesso non sono ammessi. Poi immagino l’arrivo di questo signore (e di tanti altri che come lui si impegnano a migliorare le vite delle persone attraverso lo sport) che con un pallone ed un canestro dona loro un’idea, tra le più potenti e sconvolgenti al mondo: la possibilità di riuscire in qualcosa… mi vengono i brividi. Sfidandosi e vincendo in campo, questi ragazzi possono pensare di vincere nella vita. Immagino e vedo dalle immagini in tv le loro partite, il loro coinvolgimento nel gioco e la loro felicità esplosiva nel giocare e nel segnare ogni singolo punto.
Da coach, ho pensato che questo non è altro che creare un riferimento, segnare un solco indelebile nella mente di quei ragazzi. In coaching questo equivale ad allenarsi a vincere.
Mi spiego meglio: ogni punto che quei ragazzi segneranno o contribuiranno a segnare sarà un mattone che demolirà il peso delle difficoltà e costruirà dentro di loro la convinzione di esserci riusciti, di avere avuto successo! Ogni punto contribuisce ad un pensiero: “se lo posso fare nel basket allora lo posso fare in ogni campo”.
Non so quanti di loro diventeranno dei campioni o cambieranno la loro vita, di sicuro impareranno a darsi una possibilità. Comunque, il mondo è pieno di grandi campioni che hanno riscattato la loro vita attraverso lo sport, mi auguro che tra loro ci sia il nuovo Michael Jordan.
Voglio trasportare questo concetto nel tuo mondo. Per uno sportivo “qualsiasi” il ragionamento è: “Se ho vinto una volta, allora posso vincere tantissime altre volte”. Tutte le volte in cui vinci, o segni un punto, aggiungi un mattone alla tua convinzione di potercela fare, di poter raggiungere i tuoi obiettivi più ambiziosi nello sport che pratichi (ed anche nella vita). Quindi non darlo per scontato ma riconosci il grande valore di ciò che sta accadendo.
Attenzione: anche quando perdi puoi disgraziatamente costruire un muro che non ti potrebbe lasciar spazio alla convinzione di poter vincere, dipende quale dei due muri decidi di demolire o costruire più forte, massiccio, alto ed a prova di sisma.
Come puoi fare per costruire la tua fortezza della vittoria?
Per prima cosa abituati a dissociare il più possibile le emozioni da un’eventuale sconfitta o errore e abituati ad associare grandi emozioni positive alle tue vittorie: festeggia, lascia scorrere la gioia della vittoria in tutto il tuo corpo e goditi il momento al massimo dell’intensità con tutto te stesso.
Questo ha una spiegazione scientifica: è comprovato che il tuo cervello tende a memorizzare meglio gli eventi che sono più carichi emozionalmente rispetto ad eventi in cui le emozioni sono meno coinvolte.
Abilita la tua mente ad elaborare positivamente le cose negative (traendone un insegnamento) e a ricordare molto bene le cose positive: questo è un indice di successo.
Ammiro molto Simone Santi per quello che fa.
Lo trovo un coach in piena regola, un uomo che è in grado di cambiare delle vite, un grande esempio da seguire.
Ecco qui la sua intervista:
In linea con questa storia, se non l’hai già visto, guarda il film “The Blind Side”, ecco il trailer (in inglese):
Purtroppo non ho trovato il trailer in italiano, il film parla della storia di un attuale campione di football americano, Michael Oher, una delle tante testimonianze sportive che si può emergere da qualsiasi difficoltà. Anche Michael ha avuto un grande coach, guardando il film capirai a chi mi riferisco.
Ti invito a condividere altre storie (vere) di personaggi ed imprese straordinarie dello sport, quelle che più ti ispirano, ti coinvolgono e ti fanno nascere la voglia di dare il meglio di te.
Contribuisci a nutrire l’anima di questo blog, aspetto i tuoi suggerimenti!
Nella seconda parte di questo articolo ti racconterò che ispirazione mi ha dato il film “Invictus”.
l'articolo è bellissimo sono sicuro che potrai trovare interessante il seguente libro ...e i ragazzi? Possono Vincere lo trovi in formato digitale su amazon. Ai ragazzi dobbiamo regalare un sogno e la speranza, a qualsiasi ragazzo/a di qualsiasi estrazione sociale. In bocca al lupo a tutti e forza ragazzi Credete in voi stessi.
Nel mio ultimo articolo ti ho promesso che ti avrei raccontato perché nel lavoro di sport coaching uno degli elementi fondamentali per migliorare le prestazioni è visualizzare.
Sto scrivendo dal mio albergo di NY, dove sinceramente non vedevo l’ora di arrivare! Perché? Bè, oggi ho appena finito la ING New York City Marathon e sono veramente a pezzi.
Ciao a tutti, tocca a me scrivere di Mental Coaching in questi infausti giorni che ci hanno visto spettatori di un tragico evento sportivo, ma la vita è anche questa. Credo che la morte di Marco Simoncelli abbia lasciato un vuoto nel cuore di tutti noi, e ricordare un personaggio del suo calibro mi sembra doveroso!!
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA = BULLSHIT!
Come promesso nell’articolo precedente, sono ad illustrarvi un’applicazione concreta di come il mental coaching e l’anticipazione mentale del successo possono farti sfruttare al massimo un calcio di punizione.