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Martedì, 31 Gen 2012
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Come stavamo dicendo nelle prime righe, è dalla “panchina” che deve partire il primo imput verso un atteggiamento vincente e determinato alla conquista del risultato. Allenatore, assistenti, dirigente, accompagnatore, massaggiatore....ecc ecc, sono determinanti col loro atteggiamento sulla condizione mentale dei giocatori. Leggi tutto |
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Lunedì, 23 Gen 2012
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Lunedì, 16 Gen 2012
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Lunedì, 09 Gen 2012
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Lunedì, 02 Gen 2012
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| Come vincere con le parole grazie al Mental Coaching |
| Giovedì 26 Agosto 2010 | |||
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Oggi voglio approfondire ancora di più questa abilità e darti strumenti pratici per iniziare a comunicare con te stesso in modo utile! Chissà se ti sei mai detto queste frasi: “cavolo (o altre parole di questo tipo…) non me ne va una giusta, oggi non é proprio giornata!”, “su questo campo gioco sempre male”, “e se adesso sbaglio?” etc. Per quanto riguarda la mia esperienza sportiva me le sono ripetute molte volte! Agli sportivi che seguo come Mental Coach, pongo sempre questa domanda “cosa ti dici quando sei in quel momento?”. All’inizio sembrano stupiti dalla domanda ma poi iniziano a prendere coscienza di quello che si dicono e lì ha inizio il lavoro. In questo articolo vorrei ampliare l’argomento del dialogo interno che ogni atleta inevitabilmente attiva durante una gara o una partita. Il dialogo interno non è altro che quella voce che sentiamo dentro di noi, una voce che ha il potere di influenzare i nostri stati d’animo e le nostre decisioni. Consciamente o inconsciamente ci diciamo qualcosa, sempre. Non sempre ne siamo consapevoli ma l’effetto che questo produce è tangibile. La performance sportiva é fortemente condizionata dal dialogo interno. Ci sono frasi che ci ripetiamo continuamente e questo avviene sia nello sport che nella vita di tutti i giorni. Prova a immaginare se una persona ti ripetesse costantemente che quella particolare situazione é impossibile da affrontare. Che cosa accadrebbe? Inevitabilmente verresti condizionato da quelle parole. E più questa persona é importante per te, più hanno peso le sue parole. Vero? E quanto pensi siano importanti le tue parole per te stesso? Ciò che ti dici diventa la tua realtà! Anthony Robbins dice: “Ciò che pronunci costantemente con forte intensità emotiva, tu proverai, creerai, e diverrai. Le parole che pronunci con convinzione emotiva diventano la vita che vivi: il tuo paradiso oppure il tuo inferno.”
Fu incredibile come mutando la frase che si ripeteva, tramite il lavoro di Coaching, e spostando l’attenzione dal dolore al piacere della corsa, si generò un cambiamento generale nella sua mente e nel suo corpo con eccezionali risultati in gara. E’ quindi possibile cambiare il nostro dialogo interno? Sì, è possibile! Il primo passo è prendere consapevolezza dei propri pensieri, ascoltare ciò che ci diciamo, senza negare e senza giudicare. Da qui parte il cammino verso il cambiamento, verso l’obiettivo di vedere il lato positivo della situazione presente e futura. Non sarebbe un’ottima idea se potessimo decidere noi stessi cosa dirci, scegliendo parole potenzianti e stimolanti? Certamente lo è! Ecco alcuni esempi di come si può cambiare il dialogo interno:
Ovviamente non basta dirsi: “Sono il Campione del Mondo” (soprattutto se non lo sei :-) ) perché tutto si trasformi magicamente (altrimenti il lavoro del mental coach sarebbe molto semplice), ma sicuramente un primo passo che puoi fare è prendere coscienza di quello che ti dici e modificarlo in qualcosa di “positivo”.
E’ un circolo virtuoso: prendi consapevolezza del tuo dialogo interno, modificalo a tuo piacimento, nel modo che ritieni più funzionale per te e crea nuove abitudini di pensiero! Così facendo (insieme ad un lavoro di mental training personalizzato) potrai creare un nuovo livello di performance nello sport… e anche nella tua vita. A presto e buon lavoro!
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Lunedì, 10 Mag 2010
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Lunedì, 12 Apr 2010
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Lunedì, 28 Giu 2010
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Martedì, 31 Ago 2010
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Martedì, 19 Ott 2010
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Una veloce premessa: non parlerò né di tecnica né di tattica, tu allenatore sei sicuramente molto più preparato di me. |
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Martedì, 16 Nov 2010
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Lunedì, 17 Mag 2010
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Lunedì, 19 Apr 2010
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Lunedì, 12 Set 2011
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Sport News
15.01.12 - Doppietta azzurra nello snowboard
18.12.11 - Blardone torna Gigante sulla Gran Risa
18.12.11 - Combinata nordica: tre podi in tre giorni per Pittin
20.11.11 - Volley femminile, azzurre in cima al mondo
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Quanto incide lo staff sulla crisi di risultati di una squadra? Tanto!!! E' per questo che un buon allenatore deve sapersi comportare anche da Sport Coach. Qualche mese fa è uscito un
Ultimamente mi trovo spesso a riflettere su quante cose facciano in effetti la differenza e quanto possa essere efficace l'allenamento mentale per identificarle. Evidentemente non sto parlando solo di sport ma di ogni aspetto della vita di tutti giorni, del lavoro, degli hobby e dei nostri interessi in generale.
Prima di parlarti dell’argomento di Mental Coaching di cui mi voglio occupare oggi, voglio che guardi questo video; se lo hai già visto, come è capitato a me qualche decina di volte, credo che possa sempre essere di ispirazione, e se invece non lo hai ancora visto, allora ti consiglio di noleggiare il film appena puoi!
Qualche giorno fa stavo leggendo la trascrizione di un’intervista molto interessante fatta a Claudio Ranieri (l’attuale allenatore dell’Inter) su Inter Channel. Durante un passaggio in cui ha fatto riferimento ai risultati di Mourinho, l’allenatore nero azzurro si è soffermato sulla figura del Mental Coach all’interno dello staff.
Prima di tutto voglio farti i miei più sentiti auguri da parte mia e da tutto il team Ekis Sport Coaching per un 2012 pieno di emozioni e poi raccontarti una breve storia per introdurre una riflessione di inizio anno: competere o collaborare?
La settimana scorsa Valentina ha trattato nel
Ti faccio un esempio che mi é capitato un po’ di tempo fa lavorando con un atleta, un maratoneta a livello mondiale. Dopo un infortunio lamentava di non riuscire più a svolgere con la stessa efficacia una parte della gara molto importante. Nonostante gli sforzi non riusciva a ottenere miglioramenti, anzi aveva iniziato ad odiare persino la parte di allenamento dedicata a quella fase di gara. Dopo un attento lavoro preliminare e molte domande, notai che c’erano alcune frasi che lui si ripeteva continuamente, erano frasi motivanti che utilizzava per caricarsi, ma da un certo momento in poi qualcosa cambiava e le sue parole diventavano: “... adesso proverò dolore, adesso arriva il dolore e non passerà più”. E secondo voi cosa succedeva dopo? Immancabilmente arrivava il dolore e tutta la sua attenzione era diretta lì, il gesto tecnico nella corsa perdeva di efficacia e anche la sua fisiologia cambiava. Questo gli faceva perdere molto tempo e terreno rispetto agli avversari e subito dopo la fine di quella fase si diceva “ecco tutte le volte è uguale, non mi passerà più, è sempre così”.
Attenzione, però, perché così come i muscoli vanno mantenuti in forma, così devi fare con il tuo dialogo interno; devi fare in modo che sia addestrato a fare il tifo per te, a supportarti e a metterti in condizione di ottenere il meglio da te stesso.
Nel mio
Ciao, eccomi di nuovo qui a parlare di mental coaching applicato al calcio.
Lavorando in ambito golfistico so che la capacità di visualizzare per chi gioca a golf (ma vale anche per gli altri sport) è di grande importanza!
Come promesso nell’
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Oggi mi rivolgo agli allenatori, che spesso svolgono anche il ruolo di Sport Coach.
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Ciao a tutti, proseguiamo la condivisione di argomenti specifici del Mental Training affrontando una situazione che, per esperienza diretta, ho trovato essere comune alla maggior parte degli sportivi.
Ecco una delle arti in cui moltissimi atleti, dirigenti e società con cui ho lavorato come mental coach sono maestri: la “scusite” ossia l’arte di trovare delle scuse per non aver fatto le cose oppure per non aver ottenuto la performance che desideravano.
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA = 



