Grazie
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Martedì, 31 Gen 2012
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Come stavamo dicendo nelle prime righe, è dalla “panchina” che deve partire il primo imput verso un atteggiamento vincente e determinato alla conquista del risultato. Allenatore, assistenti, dirigente, accompagnatore, massaggiatore....ecc ecc, sono determinanti col loro atteggiamento sulla condizione mentale dei giocatori. Leggi tutto |
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Lunedì, 23 Gen 2012
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Lunedì, 16 Gen 2012
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Lunedì, 09 Gen 2012
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Lunedì, 02 Gen 2012
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| Sport Coaching per il raggiungimento dei tuoi sogni |
| Lunedì 23 Agosto 2010 |
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Al di là degli aspetti calcistici, ho visto calciatori, sportivi, persone… che, in fin dei conti, vedevano i loro sogni diventati realtà. Giocatori della Corea del Nord che segnavano al Brasile, l’Algeria che metteva in difficoltà l’Inghilterra, Spagna campione del Mondo! Devo ammettere che anch’io ho sognato di giocare un mondiale. Penso, però, di non averlo fatto con sufficiente intensità o che non fosse un sogno ricorrente e sono rimasto molto lontano dal giocarlo. Ho sognato di giocare il mondiale come ho sognato di vincere al superenalotto, però questi sogni non sono i “miei”. Tutti noi dobbiamo trovare il “nostro” sogno, individuare quello che davvero è un sogno per noi, qualcosa che sia sufficientemente attraente e che ci faccia "lottare" tutta una vita. Scoprire questo sogno è il principio di tutto. Osare sognare chi vuoi essere, quale giocatore diventare, vederti nella finale con la medaglia al collo o magari con la coppa del mondo nelle tue mani. Sfidare te stesso e visualizzare quel sogno, sentirlo e goderlo nella tua testa con intensità, tutti i giorni. Osare viverlo tutti i giorni nella tua mente come se fosse reale. A molti di voi il nome di Jean Michel Aulas non dice nulla, ma nel 1987 era conosciuto in Francia per essere un giovane imprenditore che cominciava a creare un impero nel mondo dell’informatica applicata. La sua compagnia CEGID spuntava come una delle più prospere e attive del settore. Il 15 di giugno del 1987 prende il controllo del Olympique Lione, una squadra che militava nel fondo della serie B francese. Era una squadra con enormi problemi economici, inoltre il suo vicino e principale rivale, il Saint Etienne andava a gonfie vele nella serie A francese. Aulas aveva un sogno e disegnò un piano per far tornare il Lione a giocare in competizioni europee in 4 anni. Ristrutturò l’organizzazione sportiva ed economica del club e chiamò il suo sogno OL-Europe. Aulas costringeva i giocatori a portare sotto la maglia ufficiale un'altra dove c’era scritto OL-Europa. I giocatori venivano presi in giro dalle altre squadre e dalle tifoserie rivali per il fatto di credere nella “pazzia” del loro presidente. Nel 2002, il Lione vince il suo primo campionato di Ligue 1 (Seria A italiana) e comincia il suo record nella storia del campionato francese: 7 campionati di fila. Partecipa a 11 edizioni della UEFA Champions League raggiungendo le semifinali nel 2009/10. Nel 2008 la rivista Forbes considerò il Lione come il tredicesimo club più ricco al mondo. Jean Michel Aulas aveva un sogno e lottò per farlo avverare. Sognare è solamente il primo passo, ma è un passaggio imprescindibile. Il mondo appartiene ai sognatori… che si mettono in azione! A quelli che plasmano i propri sogni in una visione concisa, poderosa, ispiratoria ed emozionante che li esorti a passare all’azione. E’ di Martin Luther King la celebre frase: I Have a Dream. Egli, però, non aspettò che il suo sogno diventasse realtà! Si mise subito in azione, fino in fondo. Lo Sport Coaching lavora anche sull'aiutare gli atleti per creare questa base e farli agire con motivazione! Il mondo appartiene a quelli che vanno a caccia dei propri sogni con determinazione, sicurezza e gioia. Appartiene a coloro che mettono i necessari gradini nella scala della propria visione, definendo obiettivi concreti e stimolanti che possano avvicinarli passo dopo passo verso il proprio sogno. Poiché sogniamo, perché non farlo con obiettivi straordinari che, a prima vista, possono sembrare irrealizzabili? Si, avete letto bene. Gli obiettivi che sembrano "irrealizzabili" sono un importante stimolo per tutti noi che spesso - non consapevoli del nostro potenziale - ci adeguiamo a portare a termine obiettivi realisti. C’è anche una questione matematica: per il raggiungimento di obiettivi realistici ci sono tanti “concorrenti“, è prevista una maggiore competizione e spesso non sono stimolanti, finendo così per essere abbandonati. Il tuo sogno deve essere un sogno grande, emozionante e appassionante, deve generare in te la motivazione ad affrontare le sfide necessarie per raggiungerlo... e la cosa affascinante è che ti darà energia, indipendentemente dal fatto che lo raggiungerai o meno! In Sudafrica 736 giocatori hanno cominciato una battaglia per i propri sogni. Non è necessario andare a un mondiale per avere un sogno, tu hai due opzioni: guardare come un semplice spettatore il raggiungimento dei sogni degli altri oppure essere parte attiva del gioco ed andare alla conquista del tuo. Dalla capacità di rischiare, di osare, di credere, di avere fiducia in te stesso, nei tuoi compagni, nel tuo allenatore, verrà il coraggio per superare i momenti difficili che, anche la nazionale vincente nel mondiale, ha affrontato. In questa vita o lavori per raggiungere i tuoi sogni o lavori per aiutare gli altri a raggiungere i loro... TU cosa farai?
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Lunedì, 10 Mag 2010
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Lunedì, 28 Giu 2010
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Martedì, 31 Ago 2010
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Martedì, 19 Ott 2010
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Una veloce premessa: non parlerò né di tecnica né di tattica, tu allenatore sei sicuramente molto più preparato di me. |
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Martedì, 16 Nov 2010
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Lunedì, 17 Mag 2010
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Lunedì, 19 Apr 2010
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Lunedì, 12 Set 2011
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Sport News
15.01.12 - Doppietta azzurra nello snowboard
18.12.11 - Blardone torna Gigante sulla Gran Risa
18.12.11 - Combinata nordica: tre podi in tre giorni per Pittin
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Quanto incide lo staff sulla crisi di risultati di una squadra? Tanto!!! E' per questo che un buon allenatore deve sapersi comportare anche da Sport Coach. Qualche mese fa è uscito un
Ultimamente mi trovo spesso a riflettere su quante cose facciano in effetti la differenza e quanto possa essere efficace l'allenamento mentale per identificarle. Evidentemente non sto parlando solo di sport ma di ogni aspetto della vita di tutti giorni, del lavoro, degli hobby e dei nostri interessi in generale.
Prima di parlarti dell’argomento di Mental Coaching di cui mi voglio occupare oggi, voglio che guardi questo video; se lo hai già visto, come è capitato a me qualche decina di volte, credo che possa sempre essere di ispirazione, e se invece non lo hai ancora visto, allora ti consiglio di noleggiare il film appena puoi!
Qualche giorno fa stavo leggendo la trascrizione di un’intervista molto interessante fatta a Claudio Ranieri (l’attuale allenatore dell’Inter) su Inter Channel. Durante un passaggio in cui ha fatto riferimento ai risultati di Mourinho, l’allenatore nero azzurro si è soffermato sulla figura del Mental Coach all’interno dello staff.
Prima di tutto voglio farti i miei più sentiti auguri da parte mia e da tutto il team Ekis Sport Coaching per un 2012 pieno di emozioni e poi raccontarti una breve storia per introdurre una riflessione di inizio anno: competere o collaborare?
Nel mese di Giugno tutta l’attenzione calcistica è stata puntata sul mondiale in Sudafrica.
Nel mio
Ciao, eccomi di nuovo qui a parlare di mental coaching applicato al calcio.
Lavorando in ambito golfistico so che la capacità di visualizzare per chi gioca a golf (ma vale anche per gli altri sport) è di grande importanza!
Come promesso nell’
Ciao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.
Oggi mi rivolgo agli allenatori, che spesso svolgono anche il ruolo di Sport Coach.
Se dovessi pensare ad una delle attività più comuni che gli sportivi fanno il giorno dopo la gara, probabilmente direi “comprare la Gazzetta dello Sport” (o qualunque altro giornale che parli della loro prestazione del giorno prima) oppure guardare i commenti su internet! :-)
Ciao a tutti, proseguiamo la condivisione di argomenti specifici del Mental Training affrontando una situazione che, per esperienza diretta, ho trovato essere comune alla maggior parte degli sportivi.
Ecco una delle arti in cui moltissimi atleti, dirigenti e società con cui ho lavorato come mental coach sono maestri: la “scusite” ossia l’arte di trovare delle scuse per non aver fatto le cose oppure per non aver ottenuto la performance che desideravano.
Mi rendo conto che il titolo sia molto forte, ma grazie al mental coaching, sto diventando un attento osservatore delle dinamiche della nostra mente e credo fortemente che nella maggior parte dei casi sia davvero così: FATICA FISICA = 



